giovedì 26 agosto 2010


Anni Novanta.
I consumatori ormai disillusi. Coscienti solo di essere in balia di forze così grandi da non tentar più di far cambiare le cose. Da non pensarlo nemmeno. Una sensazione così esasperata nel tempo, così 'permeante' da diventare per la maggioranza uno status quo immodificabile...

Duemila.
... apparentemente immodificabile. La possibilità di trovare fonti di informazioni affidabili attraverso "reti" nuove e diverse per tipologia e origine aiuta alcuni consumatori ad essere più attenti alle proprie scelte. Come se la pellicola che rendeva insensibile la pelle avvolta per così tanti decenni, iniziasse a lacerarsi in piccoli punti. Piccoli punti bastanti a dilaniarla, a far spandere sulla sensibilità umana l'orrore di una realtà nascosta per troppo tempo e a far sgorgare il rifiuto verso questo mo(n)do.

Duemila10.
Iniziamo a parlare di numeri. Quella che sembrava essere una scelta modaiola ed eccentrica, si trasforma in uno stile di vita sano, soddisfacente, eticamente corretto.
Nel 2006 i vegetariani in Italia (un paese pigro ai cambiamenti, ma occasionalmente sorprendente) sarebbero stati 6 milioni. Nel 2010 si è arrivati a 7 milioni. Le prospettive per il 2050 sarebbero 30 milioni (fonte: indagine dell'AC Nielsen, rielaborata dall'Eurispes nel Rapporto Italia).

Oggi, pertanto, chi si sente toccato dal malessere che l'uomo procura agli animali, e ha deciso personalmente di iniziare a mangiare meno carne, a non mangiarne affatto o a modificare i propri consumi verso acquisti biologici, deve sentirsi in dovere nel proprio piccolo di continuare quotidianamente a informarsi, pretendere dai venditori prodotti sani, chiedere, ad esempio, alimenti senza strutto e senza caglio (componenti vantaggiosamente sostituibili anche per i non vegetariani) e motivare le proprie scelte razionalmente.

L'85% dei vegetariani sarebbero persone con un livello di istruzione medio-alta
(AC Nielsen), quindi, se non è stato un problema ESSERE RAZIONALI, INFORMAR-SI e CHIEDERE, non dovrebbe essere un problema continuare a INFORMARE, CHIEDERE e DIVULGARE.


Una bellissima prima lettura utile per capire come funziona l'industria alimentare e come noi consumatori possiamo incidere sul ciclo produttivo.
La domanda modifica l'offerta, anche se troppe volte pensano di fregarci.

leggi gli articoli: Corriere della Sera e Repubblica e guarda l'intervista di BonsaiTv


1 commento:

  1. Complimenti per il blog, davvero promettente! Servono sempre di più centri di sensibilizzazione e di scambio di idee e informazioni su queste tematiche. A presto allora!

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